Le sculture e le installazioni di Gino Peripoli si distinguono in due grandi filoni: le opere lignee policrome e quelle non colorate, in cui il cromatismo naturale del legno si combina con la tinta calda dell’acciaio corten. Se le prime,
come Baigorix o Adamo ed Eva, mantenendo lo stile espressivo dei pannelli scolpiti con la motosega e dipinti con dovizia di colori, non fanno altro che sviluppare tali superfici in volumi a tutto tondo, le seconde invece,
nella tridimensionalità, danno voce, colore e potenza alla materia.
Si delinea dunque una ricerca nuova, una sperimentazione che vuole puntare all’essenziale, alla plasticità delle forme e dei volumi, come a rivelare la pelle, la superficie tattile dei diversi materiali, ora lisci e specchianti
ora satinati e caldi. Tra le installazioni più nude va annoverata senz’altro Conosci te stesso, opera in cui si fronteggiano due spessi e imponenti semicilindri in acciaio corten all’esterno e acciaio specchiante
all’interno. Lo spettatore che entra tra i due volumi concavi diviene parte integrante dell’opera, luogo intimo e rituale capace di amplificare la sua voce come una cassa di risonanza.
L’arte per Gino Peripoli è un luogo di autenticità, di incontro con se stessi e l’ulteriorità. Per questo le sculture totemiche di legno e ferro corten mettono in scena personaggi fantastici e sacrali, che
rimandano a una mitologia ancestrale: si pensi al gruppo scultoreo I druidi o alla coreografia Kyklos, con il suo primordiale simbolismo.
Le opere riprese nel video — Druidi, Kyklos, Conosci te stesso, Confini e Danza alla vita — sono in collezione privata.
Totem
Il medesimo dinamismo dei volti su legno e un’analoga valenza simbolica dei colori innervano i totem, vettori di energia che si slanciano verso l’alto ora intrecciandosi, ora aprendo fenditure che giocano con lo spazio e la tridimensionalità.
Le linee, siano esse sinuose o spigolose, creano una danza che rievoca rituali primitivi. Non a caso alcune opere sono costituite da totem disposti, simili a primordiali megaliti, in forma circolare, come la Danza alla vita, allusione
alla celebre danza di Matisse, in esposizione permanente nel parco dell’azienda Pircher a Reggiolo Rolo (RE).
Una sacralità antichissima e insieme contemporanea contrassegna i totem di Gino Peripoli, artista che sentiva profondamente la forza e la bellezza della natura, “foresta di simboli” per dirla con Baudelaire, che ancora oggi,
attraverso se stessa o l’arte, è capace di parlarci.
SCULPTURES AND INSTALLATIONS
Gino Peripoli’s sculptures and installations can be divided into two main strands: polychrome wooden works and uncoloured pieces, in which the natural chromaticism of the wood combines with the warm tone of corten steel. While the former
– such as Baigorix or Adamo ed Eva (Adam and Eve) – maintain the expressive style of panels carved with a chainsaw and richly painted, essentially developing those surfaces into fully three-dimensional volumes,
the latter, in their tridimensionality, give voice, colour, and strength to the material itself.
A new line of research thus emerges, an experimentation that aims at the essential – at the plasticity of shapes and volumes – as if to reveal the “skin”, the tactile surface of different materials, now smooth and reflective,
now satin-like and warm. Among the more stripped-back installations, Conosci te stesso (Know Thyself) certainly stands out: a work in which two thick and imposing semicylinders face each other, made of corten steel on the exterior
and mirrored steel on the interior. The viewer who steps between the two concave volumes becomes an integral part of the work, an intimate and ritual space capable of amplifying their voice like a sounding board.
For Gino Peripoli, art is a place of authenticity, of encounter with oneself and with otherness. For this reason, his totemic sculptures in wood and corten steel stage fantastical and sacred figures that evoke an ancestral mythology: consider,
for example, the sculptural group I druidi (The Druids), or the choreography Kyklos, with its primordial symbolism.
The works filmed — Druidi (The Druids), Kyklos, Conosci te stesso, Confini (Boundaries) and Danza alla vita — are in a private collection.
Totems
The same dynamism of the faces on wood and a similar symbolic meaning of colour animate the totems – vectors of energy that thrust upwards, at times intertwining, at times opening fissures that play with space and three-dimensionality.
Lines, whether sinuous or angular, generate a dance that evokes primitive rituals. Significantly, some works consist of totems arranged like primordial megaliths in a circular formation, such as Danza alla vita (Dance to Life),
an allusion to Matisse’s celebrated Dance, permanently exhibited in the park of the Pircher company in Reggiolo Rolo (RE).
An ancient yet contemporary sense of sacredness characterizes the totems of Gino Peripoli, an artist who felt deeply the power and beauty of nature – a “forest of symbols”, to quote Baudelaire – which even today, whether
through itself or through art, remains capable of speaking to us.