OLIO SU LEGNO (E CERAMICA)

Queste opere concentrano nelle loro piccole dimensioni, inusuali per Gino Peripoli, una potente carica lirica. Alla ricerca di un linguaggio essenziale e imploso, l’artista traccia su questa serie di tavole il suo percorso di elaborazione del lutto per la madre da poco morta.

L’opera Enigma è in questo senso emblematica: un pigmento blu tuareg lascia intravedere le nervature del legno, e un volto in terracotta naturale emerge come una maschera funebre di antica memoria. Analogamente un alfabeto impossibile contorna questo viso dagli occhi chiusi, aggiungendo mistero all’insondabile della morte.

Nelle altre opere di questa fase la sperimentazione del linguaggio spesso tende all’essenziale, nelle tavole incise e bruciate col cannello, dipinte con una minima varietà cromatica. In altre opere invece l’artista accosta ai vivaci contrasti dei colori delle tavolette in ceramica con frammenti di pensieri, come un diario intimo dentro alla plasticità della ceramica e al vigore del legno inciso e dipinto.

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